Sottile, fragrante armonia di carta.
Compagni i granelli di sabbia dentro le scarpe. Sulle ciglia.
Ti piaceva scavare buche
per seppellirvi ricordi.
Guardavo le onde.
Ma sceglievo te.
Mi toccava ricercare tesori nascosti
nel profondo pentimento
di aver smarrito la strada.
Guardavo gli scogli.
Ma mi aggrappavo a te.
Inghiottita dall'alta marea maledicesti il mare.
Benedetta acqua santa!
Un mare di vertigini dentro.
Guardavo la battigia.
Ma vedevo te.
Costantemente turbato
scavavi e scavavi.
Scavavi sempre.
Ed io annegavo, annegavo.
Sempre più lentamente.
Ricordi?
Ho toccato il fondo.
Nell'abisso seminai me stesso.
E mentre tu scavavi, scavavi,
cercando l'acqua santa,
io me ne stavo lì,
nella perenne apnea
a due centimetri di distanza da te.... "Da Monna".
di notte a Monna piace corrompere, lei ama il silenzio,di notte Amo farmi corrompere,non certo essere corrotto da chiunque...

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