venerdì 4 marzo 2011
Ciò che resta è alcool e sogni confusi.
A volte credi di poter sognare la persona della tua vita ma non pensi mai di riuscire a sopportare di non di trovare mai la persona dei tuoi sogni... ieri ho sognato, era da parecchio che non sognavo più... racchiuso in quel momento unico di felicità estrema, complici la fertilità di idee e di opinioni... complici le illusioni... quelle che riscaldano e che ti fanno male.
La banalità di scrivere voglio vivere e non sopravvivere, vedere un mondo fatto di specchi tutti uguali dello stesso peso e della stessa misura, vedersi in ognuno cosi diverso... a volte appannato, a volte vedersi cosi chiaramente da farsi schifo...
Ho voglia di comprare maschere per poi distruggerle, ho voglia di vedere me stesso negli occhi di un'altra persona e amarmi incondizionatamente.
Amore cosi sicuro e asciutto da rifugiarsi nelle ipocrisie dei sempre.... quello da saponetta ingiallita, quello senza sorprese, da serate silenziose a vedere film, quando il cuore ti batte forte solo perchè il tuo stomaco sta digerendo quei cazzo di pop-corn troppo salati.
Scrivo per paura di non riuscire più a scrivere, scrivo per ricordare qualcosa che non c'è più, che è finita una sera con degli occhi rossi e un senso di incompletezza e vuoto. Scrivo per dare un finale a ciò che scrivo, per la presunzione di poter scatenare un'emozione... per la presunzione di potermi sentire ancora me stesso sempre e non il frutto di una chimica che mi fà sentire cosi umano da sentir attraversare lentamente il fumo nei polmoni, da sentir scorrere del sangue sporco per sentirmi vivo...
Parole già conosciute messe una dietro l'altra per dare un senso nuovo a tutto...
Cio che resta è alcool e sogni confusi. Cosa resta?
Il Silenzio è cosi sexy e i discorsi cosi poco costruttivi, ed ecco che si rifanno vivi tutti i mostri, storie troppo stratificate e sovrapposte mosse da un'unico desiderio, quello di un momento... quello dei miei discorsi banali e delle mie evitabili paranoie, sulla tua pelle ancora le mie impronte che un pò d'acqua e un pò di autostima spazzeranno via.
"Una fiaba da notte invernale senza stelle ti si adatta bene", posso barricare la porta, appostare per giorni interi nell'oscurità, ma in qualche modo lei mi becca sempre..dietro di lei s'è ammucchiato il futuro e lentamente si innalza sempre più fino ad abbracciarmi con lo sguardo, fino a rendere vano il mio disprezzo.
Non voglio dimenticare che il Paradiso è fatto di miele, ma ciò che resta adesso è solo Alcool e sogni Confusi, ciò che resta adesso è Niente.
Photo Andrea Curti.
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