"My mind is the only place i feel safe. I live inside of It. It can make hell into paradise and paradise into hell."


Sometimes i feel quite inspired...

sabato 10 settembre 2011

L'après-nuit.


Ero li su quel piccolo ed insignificante balcone, come tante altre volte dicevo di soffrire d'insonnia, in realtà mi piaceva vivere in una città morente e scura ma l'alba era ormai prossima... il silenzio regalava spazio ai miei discordanti pensieri ma poi pian piano quel silenzio divenne un fastidioso cinguettio , un rumore meccanico ed innaturale, una voce confusa e lontana, la città si trasformò in un organismo vivente non diverso da noi o dall'universo... anzi cosi uguale da non crederci.  

 La luce si diffuse donando insoliti e naturali colori a quella piccola ma affascinante porzione di "creato" che i miei occhi riuscivano a vedere, io restai scuro non so per quale motivo ma la luce sembrava non riflettere su di me, mi sentivo escluso, uno spettatore invisibile ed insulso, ho idealizzato quel momento per il puro piacere di esaltare qualcosa di banale, mi sentii cosi stupido quando una lacrima seguita da altre cento fecero diventare il mio viso ancora più imbarazzante, quello stupore già conosciuto mi fece tradire per l'ennesima volta la "nostra" tanto amata notte.

Sapevo tu fossi lì ma non conoscevo la tua direzione, chissà se da qualche parte lì in mezzo vedevi ciò che vedevo io, ma ne dubito... non ti ho mai visto distinguere un colore da un altro, eppure tu non eri cosi diversa da ciò che stavo osservando, sei sempre riuscita a notare solo la tua splendente bellezza, nient'altro... il tuo sguardo non si distoglieva mai dalla tua immagine riflessa, non facevo altro che chiedermi il perché non notavi ciò che ti stava attorno... hai sempre avuto la presunzione di credere di poter vedere ciò che vedevo io...

Ti ricordo ancora nuda ed immobile sul mio letto, tu che stavi ad aspettare una mia parola, forse tu riusciresti a vedere più colori di quanti ne veda io? Cosa sei se non un pensiero, sei solo ciò che creo io altrimenti saresti niente... non avresti niente di magico o voluttuoso, pensi che la luna ti protegga da quella realtà che travolge e riscalda anche la più immobile e sgraziata Anima?


 La tua Dea potrebbe baciare una forestiera che non ha mai toccato con le sue parole la sua infinita magnificenza? Che in modo cosi vile scaccia dei pensieri "malsani" e veri che la fanno sentir viva? Eppure eri così vicina a redimere i tuoi sbagli, a dare un senso a ciò che di volutamente insensato hai creato attorno a te...

Il vento rendeva meno pesante gli effetti dell'alcol ingerito,  mille immagini di te scorrevano, un vento gelido che andava impregnandosi di quei fumi che l'organismo vivente e meccanico espelleva, cos'ero io se non parte di esso o una vittima inconsapevole... in realtà forse mi stavo illudendo come sempre, ma su quel balcone mi sentivo vivo, non mi sarei mai buttato giù pensavo, era troppo bello osservare quell'insignificante o forse speciale vita che gli esserini sulle scatole di latta conducevano, sembrava tutto cosi programmato.. ebbene si è la vita... molti dicono ma come si può non osservarla almeno per una volta con occhi diversi? Occhi felini ed inconsistenti che guardano senza elaborare... parlo di occhi che non danno un senso a ciò che vedono...

Io c'ero rimasto li su quel balcone, non avevo più la cognizione della realtà ma tutto questo mi piaceva, non sentirmi dentro quel mondo mi appagava come nessun'altra cosa, mi appagava quasi quanto te, cosi bella e cosi perfetta, che con i tuoi sinuosi movimenti sembravi una Dea scesa dal fantomatico Olimpo, una Dea senza nessuna virtù, una Dea voluttuosa che guardandoti ed ammaliandoti ti prendeva per mano conducendoti in quell'inferno che molti chiamano Amore o qualcos'altro.

I pensieri si fecero pesanti come le mie palpebre, forse in pochi minuti avevo imparato qualcosa dal nulla, mi accesi una sigaretta...riflettei un attimo e intuii che stava nella mia percezione delle cose la differenza, in realtà quell'alba che sembrava così mistica ed affascinante dava vita ad un mondo meschino e crudele, un mondo falso e privo di ideali, dove una lacrima seguita da altre cento non significava altro che compassione, dove niente aveva senso se non tenersi stretto qualcosa alla quale neppure si riesce a credere, neppure si riesce ad essere fedeli.
Eppure mi ricordo quando su questo balcone c'eri seduta anche tu, e spesso facevamo questo gioco, osservavamo l'alba e a volte il tramonto, tradivamo indistintamente il giorno e la notte, ogni volta come se fosse la prima, restavamo in silenzio, ci stupivamo. Ma forse mi assecondavi non so per quale malato motivo.

Io su questo balcone ci sono rimasto, come il primo giorno, non ho mai smesso di volermi meravigliare, di voler vivere, di voler peccare ancora un'altra volta, senza più paura di fare i conti con la realtà semplicemente perchè in quel giorno come tanti altri passato senza di te, capii qualcosa di nuovo..
Vorrei tanto tu fossi qui anche se non faccio altro che vedere i tuoi sbagli e le tue contraddizioni. Mi accesi un'altra sigaretta, guardai per l'ultima volta tutto ciò che i miei occhi riuscivano a vedere, e poi... mi Buttai giù, così di colpo. Chissà se la luce adesso era riuscita a riflettere su di me, a donarmi qualche colore.


Quel giorno poi tanto tuonò che piovve ed il cielo terso divenne grigio e triste, forse perchè quel mondo voleva cancellare velocemente le mie tracce o forse l'avevo contagiato mescolandolo al mio, ma il mio nonostante tutto l'ho tenuto stretto fino all'ultimo istante in cui ho potuto.



Quel giorno capii che la realtà è sempre stata solo una semplice e distinta percezione delle cose, non importa in quanti modi essa trasmetta le sue verità, l'importante è capirle ed accettarle, accoglierle e non illuderle mai.






Gilles Miquelis "Après-nuit de noce"






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